“Girati ora!” Lei finisce in ospedale. I Medici: “Ecco dove abbiamo recuperato il mattarello” VIDEO

Ha rischiato di perdere la vita per una “trovata” decisamente pericolosa di suo marito. Una 38enne di cui non sono state rese note le generalità (a parte il fatto che è di origine nepalese) è stata ricoverata in ospedale in giorno di Natale dopo aver accusato fortissimi dolori e gonfiori di stomaco. Solo in un secondo momento si è appreso del terribile antefatto: il consorte (anche lui del Nepal), ubriaco, le aveva infilato in corpo un mattarello lungo 40cm per punirla della sua sterilità. I medici sono rimasti di stucco al momento dell’incredibile “scoperta”. La sopresa ha però ben presto lasciato il posto alla preoccupazione, date le gravissime lesioni interne che quell’oggetto aveva provocato alla poveretta.

L’episodio è accaduto in India lo scorso 25 dicembre: un’équipe di cinque medici ha subito preso in carico la donna per sottoporla a un’operazione chirurgica, nel corso della quale è saltato fuori il mattarello di cui sopra. Dopo qualche esitazione, la donna ha poi raccontato che suo marito era solito torturarla perché era sterile. La polizia locale ha subito aperto un fascicolo d’indagine, ma l’uomo si era già dato alla fuga… Il dottor Kedar Singh Shahi, chirurgo dell’ospedale di Haldwani, nell’Uttarakhand (India del Nord), ha raccontato ai colleghi del Mirror che “siamo rimasti tutti molto scioccati. Non ci aspettavamo affatto una cosa del genere. Dalle radiografie avevamo visto solo un’ombra, perché gli oggetti di legno non possono essere identificati”. “Le lesioni interne riportare dalla donna – ha aggiunto – erano molto gravi: ha rischiato di morire. Un oggetto di quelle dimensioni inserito in un corpo umano è molto pericoloso”.

Una donna molto coraggiosa

Amita Lokhani, vicepresidente della National Commission for Women (NCW), ha riferito che “il caso è stato sottoposto alla mia attenzione il giorno dopo l’intervento chirurgico. La donna era in condizioni terribili quando l’ho visitata per la prima volta. Non solo era sofferente, ma aveva anche il terrore di parlare con chiunque. Ho provato a chiederle cos’era successo, ma non ha detto una parola e ha continuato a piangere. Allora era presente anche suo marito. Sono andata da lei per tre giorni di seguito e alla fine, quando lui non c’era, si è aperta e mi ha raccontato tutto”. Il fattaccio era accaduto il 22 dicembre: l’uomo, rientrato a casa ubriaco, ha cominciato per l’ennesima volta a torturarla e le ha infilato il mattarello nel cavo anale, minacciando di ucciderla se avesse raccontato la cosa a qualcuno. “L’ha tenuto segregata in casa per due giorni – continua Lokhani – finché le sue condizioni non sono peggiorate. Poi, dopo il ricovero, si è dato alla fuga”. Le forze dell’ordine sono ancora sulle sue tracce. Quanto a lei, al momento è in fase di riabilitazione in ospedale (gratuita) e dovrebbe essere dimessa la prossima settimana, ma la NCW continuerà ad assisterla. “E’ stata una donna molto coraggiosa”, conclude il dottor Shahi.

(Websource / Mirror)

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